Tokyo in fiore (- turista + giapponese)
La mattina seguente al mio risveglio ebbi una piacevole sorpresa: le nubi avevano deciso di prendersi un giorno di ferie, e la giornata si preannunciava troppo piacevole per passarla tra i grattaceli. Avevo appuntamento a Kawasaki, lì avrei incontrato una ragazza che mi avrebbe fatto da guida per la giornata. Una volta fatte le presentazioni ci dirigemmo verso sud, in direzione dell’oceano. Il vecchio treno dalla livrea verde si snodava sinuoso attraverso strette viuzze, sfiorando le casette, come un serpente che striscia tra gli arbusti. Scesi alla nostra fermata inspirai a pieni polmoni: l’aria era frizzante e si percepiva chiaramente l’odore del mare pur non riusciendolo a vedere. Camminando per i viali quasi deserti mi accorsi di come il tempo, in quel luogo, scorresse molto più lentamente rispetto alla frenesia del cuore pulsante del Giappone. Tra i palazzi tutti vanno di fretta inseguendo chissà cosa e scappando da chissà quale mostro, ma lì nessuno sembrava preoccuparsi che il domani potesse mai arrivare.
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